* TUFO *
Performance Art 2023
di Alessandra Sorrentino.
Biennale Sessions/ Biennale Architettura di Venezia.
Curatela di Escuela Moderna
Foto Marco Franceschini. Courtesy La Biennale di Venezia
Chi siamo?
Nell’ambito del progetto avrà luogo la performance di Alessandra Sorrentino dal titolo Tufo. Abitiamo ciò che indossiamo. D’altronde le parole, ridotte a pura radice, non possono mentire. Abitiamo case, indossiamo spazi, calziamo vuoti e memorie. Finché tutto si confonde e ci imprigiona. Pensiamo di essere liberi, ma siamo solo in attesa. Di notte, non visto, un vento boreale porta scompiglio sulle pareti delle nostre case. La polvere di tufo, sollevandosi in aria, sfarinata, ci entra nelle narici e allaga i sensi. I nostri neuroni diventano incandescenti. È così che si diventa parte della città, è così che si dismette il proprio corpo per indossare l’abito di ogni casa in cui siamo entrati per guardare, godere, patire e perdersi.
Venezia – Sabato 20 maggio 2023 prenderà il via il progetto speciale Biennale Sessions della Biennale di Venezia, dedicato a università, accademie e istituti di formazione superiore, che parteciperà per la prima volta al progetto Parco Aperto 2023, all’interno del quale prende vita il progetto Ecologia (A)sociale curato da Escuela Moderna Ateneo Libertario, Fuoriposto Mestre e Marche Arte Viva
Alessandra Sorrentino
Danzatrice - Performer
TUFO performance Art
Intendo creare personalmente uno spazio di indagine nel quale, partendo da un corpo femminile, si possa scoprire il senso crudo e reale della fatica.
Mi confronterò con una tonnellata di mattoni di tufo da sollevare e da spostare; rapporto dell’individuo contemporaneo e la costruzione di se stesso, in senso psicologico, e del proprio cantiere abitabile in senso antropologico.
I mattoni saranno spostati uno per uno, spargendo polvere nell’aria, spostandosi per poi disporsi in un ordine attento con le sembianze di una casa, rifugio emotivo,“l’intima casa straniera”.
Le due basi di mattoni di tufo verranno scomposte,e trascinate in scena come si trascina il peso della vita: è cosi’ che prenderà forma lo spaesamento del vivere quotidiano.
Il corpo operaio viene spinto al limite della fatica, diventando uno specchio per il pubblico il quale viene inconsciamente spinto a “liberarsi” e a “costruire”un’opera collettiva di intenti insieme all’artista.
Alessandra Sorrentino, Pompei 2023
VIDEO
"Mentre spostavo una tonnellata di mattoni non avevo sentito niente, ma il giorno dopo pulsavo di dolore, in quel momento mi resi conto che il pubblico può ucciderti. Il giorno dopo, decine di persone che avevano assistito alla performance mi hanno cercata. Dicevano di essere terribilmente dispiaciute; non si erano rese conto di ciò che era successo mentre loro erano lì, o meglio non sapevano cosa fosse successo A LORO. Quello che era successo, molto semplicemente, era la performance. E l'essenza della performance è che il pubblico e il performer realizzano l'opera insieme . Facendo una tale fatica ho liberato me stessa dalle mie paure e mentre succedeva sono diventata uno specchio per il pubblico: se potevo farlo io potevano farlo anche loro. "
Feedback dal pubblico “TUFO” performance Art
“Meravigliosa esperienza emozionale,strepitoso viaggio introspettivo.
L'artista, attraverso i miei occhi è entrata nella mia Anima e le ha comunicato quanto fosse necessaria la percezione della materia primordiale per poter trovare forza e coraggio nel cambiamento.
Ho vissuto la performance come racconto di un tumultuoso cambiamento dell'anima, quel percorso di destrutturazione da una Sé, spenta, statica, che attraverso la forza del movimento, blocco dopo blocco, ricostruisce un'esistenza nuova elevandosi.
È un percorso faticoso, ma l'artista attraverso i fluidi movimenti, traendo forza dal Suo unico respiro, dimostra che nulla è impossibile al corpo e alla mente, i quali operando all'unisono, elevano l'anima."
Intervento a firma della Dottoressa Anna Caso
"I movimenti fluidi del corpo, che le note accarezzano e accompagnano, addolciscono la fatica del trascinare ogni giorno il peso della vita. I blocchi di tufo sembrano gomma piuma mentre una figura quasi eterea li solleva, li osserva, si lascia cadere addosso la loro polvere. Polvere del tempo che incanutisce. A tratti appare la fatica, l’affanno del peso da sopportare, affanno che si percepisce nelle note che stridono, nel corpo che ora si muove a scatti… È solo un attimo… la forza della vita riprende il suo fluire inarrestabile.
Alessandra è bravissima. Sa dare forma alle emozioni, alle paure che ci accompagnano in questo nostro cammino quotidiano, Il nostro “pro-seguire” che forse si addensa nello sforzo quasi insignificante di costruire e demolire e ricostruire ?"
Intervento a firma ing. Giuseppe Balzano e dott. Teresa Farina
"Più affondi nell’anima più la sabbia mobile del tuo inconscio ti morde le caviglie. Ti afferra per
ricordarti che non esiste niente se non questo vago mal di testa. Il sentore di spaesamento. Sei nudo.
Spogliato delle tue vertigini. Chi sei dunque? Sei un viaggiatore? Sei un abitante? O solo uno spettatore del proprio spettacolo Interiore?". Le parole di Jean-Paul Sartre, tratte da "Spaesamento Napoli e Capri", riprese da Luigi Pingitore ,riecheggiano nel buio della sala e ci aprono ad un profondo viaggio interiore, a tu per tu con noi stessi. Al centro del palco, i nostri occhi toccano la porosità del tufo, guidati da una magistrale danzatrice. L’eterea figura si muove leggera seguendo le note del violoncello, riempendo la scena di movimenti sinuosi, precisi e potenti. Blocchi di roccia magmatica danzano con lei, le accarezzano e le affaticano il corpo, spargono polvere nell’aria. Si spostano con facilità o con affanno da una parte all’altra, per poi disporsi secondo un ordine attento, bagnati dall’acqua e illuminati dal calore di una candela. Sono fatti di quel materiale che respiriamo ogni giorno e che affolla quella “città in putrefazione” che il filosofo francese al contempo ama e di cui ha terrore. Ne compongono i vicoli “ambigui e appiccicosi”, “neri di tufo lavico, impregnati di polvere e sale”. Ci circondano, ci appartengono o meglio, fanno parte di noi. Sono blocchi “emotivi”, trascinati in scena così come si trascina il peso della vita. È così che prende forma lo spaesamento del vivere quotidiano. Possiamo scegliere se restare fermi in forme prefissate o se spostare i blocchi per dar vita a nuove costruzioni. Il corpo “esile” della danzatrice-operaio viene spinto al limite dalla fatica. Gesti ancestrali trasformano il mucchio di mattoni in casa, la casa dell’anima. Lo scorso 21 dicembre, la città di Vico Equense ha ospitato la Performance Art “TUFO” della danzatrice Alessandra Sorrentino, accompagnata con maestria dal violoncello di Catello Tucci. Lo splendido
palcoscenico del Nuovo Teatro Aequa ha dato il via alla convenzione stipulata col Comune, dando la
possibilità a cittadini e turisti di assistere ad un’esibizione già applaudita con entusiasmo in Campania. Non sono mancati a fine spettacolo i complimenti da parte del sindaco Aiello e dell’avvocato Migliaccio che ha fortemente promosso l’evento. Tanti sono stati gli spettatori e in particolare i ragazzi che, insieme ai membri
del locale Forum dei Giovani, si sono intrattenuti ai piedi del palco per ascoltare la voce dell’artista. La
performer pompeiana, lusingata per l’accoglienza ricevuta, ha raccontato ai presenti il senso della sua arte, il significato del tufo, del passato in cui affondano le sue radici, del legame con la sua terra, dell’Abramović come modello ideale.
Dott.ssa Chiara De Martino
L’altra sera, ho assistito ad uno spettacolo di danza. Uno spettacolo intitolato TUFO. In scena solo la danzatrice, che ne era anche l’autrice, Alessandra Sorrentino ed un violoncello suonato magnificamente dal maestro Catello Tucci.
Vedendo quello spettacolo, che mi ha catturato, infondendo in me emozioni indefinibili, ho avuto finalmente la conferma e la cognizione che il nome messo alla nostra nuova sala: Aequà#cineteatrospazioarte interpretasse a pieno il nostro pensiero quando decidemmo di partire in questa avventura. Un nome, pensato affinchè facesse intendere che quello fosse un luogo di arte a 360 gradi e che avrebbe ospitato l’arte in tutte le sue manifestazioni.
Alla fine dello spettacolo, un improvvisato dibattito tra l’interprete ed il pubblico in maggioranza giovane, ha avvalorato e confermato l’idea di quel nome. Si è discusso dello spettacolo e dell’essenza dello spettacolo; molte le domande alla giovane artista e precise e profonde la sue risposte. E’ stata arte pura quella messa in scena dalla bravissima e geniale Alessandra e dal maestro Tucci.
Grande soddisfazione per noi della Coop.Nuovo Cinema Aequa, nel sentire la ballerina definire il nostro, un ottimo palcoscenico esaltandone l’idea del declino, elemento fondamentale per una buona visione in qualsiasi Teatro.
Direttore Teatro Aequa Bruno Alvino
E’ stato amore collettivo, ieri sera, di quello che sanno fare gli innamorati senza togliersi i vestiti e solo guardandosi negli occhi. Tanti, giovani ed adulti, riuniti sotto il palco ai piedi della Danzatrice, ad ascoltare la sua voce dopo una muta performance. Il corpo, le movenze, la fatica e la musica avevano raccontato storie diverse a ciascuno degli spettatori. Personalmente aspettavo da anni di rincontrare quegli occhi, ebbri di danza, e quelle figure; era il 2015 ed il maestro Bacalov aveva appena portato in Piazza, quella che tanti chiamano la mia Piazza, sonorità sublimi; una danzatrice aveva nobilitato con grazia lo spettacolo delle Villanelle; ho iniziato a seguirla in silenzio! Confesso di non aver capito quasi nulla per un po', incapace di leggere i messaggi dolorosi che inviava con le pose coreutiche su luoghi di degrado. Poi ho letto oltre i silenzi, i corpi ed il degrado, è nato un progetto; qualora si realizzi Alessandra dovrà danzare per unire e cucire due straordinarie Città. Ed ho atteso, non sapendo se l’ avrei rincontrata per poterglielo dire. Ora sono certo che ci sarà, si è data l’ occasione, e ho rivisto quegli occhi e quel corpo danzare dopo sette anni; ed ho partecipato al rito officiato dalla Sacerdotessa, cogliendo sin dalle prime battute che sarebbe stata una sera straordinaria. Avvertendo che sarebbe finita sempre troppo presto. “Tufo” è stata una performance che ha integrato l’ intera platea in un rito dove Bellezza, Danza, Musica e Fatica si sono fuse con le Pietre ed i Muri, superando il pur alto messaggio che corpi, luci, materia e violoncello potevano inviare. Genti differenti e diverse si sono unite alla Danzatrice, percependo un messaggio inconscio. Alla fine, dopo il lungo applauso, tutti ai suoi piedi, nessuno è andato via, e per una lunga notte sono volati messaggi tra i presenti, necessari a smaltire il pieno di emozioni. Grazie Alessandra, grazie al mastro violoncellista, grazie al Nuovo Teatro Aequa ed al suo splendido palcoscenico, con l’ augurio di non dover attendere altri sette anni per riprovare queste magie.
Presidente Accademia Filangieri Benedetto Migliaccio
“Reliving at Pompei”
Docufilm “Reliving at Pompeii” con la regia di Luca Mazzieri e la supervisione del regista scozzese Adrian Maben, che coordinò le riprese del rockumentary originale: “Pink Floyd: Live at Pompeii”. Il docufilm che andrà in onda sulla piattaforma del Ministero dei Beni Culturali è un progetto del Parco Archeologico di Pompei, del Gruppo Tim Business con la direzione artistica e creativa di Magister Art e il supporto tecnico di GSNET Italia. Il documentario declinerà in cinque episodi un viaggio nei luoghi più suggestivi del parco archeologico ripercorrendo la genesi del film concerto che vide Roger Waters, Nick Mason, David Gilmour e Richard Wright esibirsi nell’anfiteatro pompeiano per quattro giorni dal 4 al 7 ottobre del 1971. Il pubblico potrà godere di un’esperienza immersiva grazie ai contenuti audiovisivi e multimediali di alta qualità e un allestimento tecnologico scenografico d’avanguardia con il contributo della TIM. Hanno partecipato alla realizzazione del docufilm il maestro Antonio Fresa, l’attore Giulio Cristini e la danzatrice Alessandra Sorrentino che ha interpretato l’onirica Gradiva dall’omonimo romanzo di Wilhelm Jensen. “Gradiva: una fantasia pompeiana” (titolo originale “Gradiva. Ein pompejanisches Phantasiestück” (1903) è una novella di Jensen diventata famosa nei primi del Novecento perché attirò l’attenzione del padre della Psicanalisi, Sigmund Freud, che ne fece l’oggetto del suo primo studio psicoanalitico di un’opera letteraria. La novella racconta la storia di un archeologo Norbert Hanold, che scoprì a Roma in una collezione un bassorilievo raffigurante una ragazza dell’antichità colta nell’atto di camminare, che egli stesso chiamerà “Gradiva” dal nome del dio “Mars Gradivus”, l’avanzante, che nel caso della fanciulla diventerà “colei che risplende nel camminare”. L’archeologo rimase talmente incantato dalla bellezza e dal portamento di questa figura femminile da chiedere e ottenere un calco del bassorilievo da tenere sempre con sé, quindi ormai ossessionato da questo “fantasma” del passato lo inseguirà fino a Pompei dove incontrerà Zoe Bertgang, una ragazza straordinariamente rassomigliante a Gradiva. Qui mi fermo per non togliere, a chi vorrà leggere il libro, l’emozione del colpo di scena finale. Il fato però ha voluto, e quest’altro colpo di scena ve lo svelerò molto volentieri, che a Pompei ancor oggi c’è una ragazza che “risplende nel camminare”, che non a caso la produzione ha chiamato a interpretare “Gradiva”, si tratta della ballerina, coreografa e regista Alessandra Sorrentino.
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MOMIX company
Nel 2019 è stata nella sede principale in Connecticut con i Momix, una delle compagnie di danza più popolari al mondo, ci racconta l’emozione di danzare con i Momix?
Dopo l’audizione nel Marymount College, sono stata selezionata per danzare il repertorio Momix nel loro studio che è sorprendente perché è una piattaforma che sorge al centro di un bosco. La loro sala di danza ha porte e finestre aperte sul mondo naturale circostante in modo tale che il danzatore ha la percezione di essere immerso completamente nella natura. Moses Pendleton e Cynthia Quinn, come saprà, traggono la loro fonte di ispirazione prima di tutto dalla Natura, “la Bibbia delle piante, degli animali, dei minerali”. Moses dice sempre “La bellezza ci salverà” e nell’emulazione della natura che ha trovato spesso la chiave del suo lavoro, pensi a «Bothanica», «Lunar sea» o «Opus Cactus” per citare solo alcune delle loro opere. Le devo confessare che quell’esperienza mi ha segnato profondamente, Moses e Cynthia sono stati due insegnanti speciali che mi hanno anche dimostrato stima soprattutto quando hanno saputo che appartenevo ad un mondo così affascinante quello rappresentato dalla Pompei antica.
“CRETA”
Performance Art
Museo Archeologico di Napoli
Un progetto site specific per il Mann, concepito per essere agito e interpretato al cospetto del Toro Farnese. “Creta”, per l’appunto, una parola polisemica, dai tanti significati compresenti: è l’argilla da modellare, simbolo delle infinite possibilità della materia plasmata e riplasmata prima che incontri il fuoco, caos creatore multiforme e imprevedibile come sarà la performance stessa; ma anche luogo minoico per eccellenza, Creta, è richiamo obbligato per questa rappresentazione che rievoca la figura del toro e della lotta sanguinosa. E proprio come in una danza di guerra, che eradetta “danza pirrica”, la Sorrentino si vestirà di πυρρός, di rosso, com’era in uso fin dalla più lontana antichità in Grecia nei riti propiziatori alle battaglie. Un richiamo antico e non casuale al toro della Grotta di Lascaux (in mostra alMann fino al 31 maggio) e al “Supplizio di Dirce”, come èpiù comunemente noto il Toro Farnese, la più grande scultura antica ad oggi pervenutaci. Filo d’Arianna dell'imprevedibile "performance art" sarà la libertà pianistica di Giovannelli, che si librerà tra citazioni di Scarlatti, Bach, Händel, temi estemporanei e, magari chissà, una incursione nella “Fedra” di Paisiello, la straordinaria opera del Settecento napoletano ambientata proprio a Creta.
Al pianoforte il maestro Gino Giovannelli.
"MAREA”
Performance Art
Chiesa del Gesù Nuovo
Napoli
Alessandra Sorrentino incontra il pianista Bruno Bavota, paragonato a Ludovico Einaudi per l’intensità compositiva, Bavota ha conquistato la Apple, che ha incluso il brano “Passengers” nel video celebrativo dei 20 anni della divisione design, e il regista Premio Oscar Paolo Sorrentino, che ha scelto “If only my heart were wide like the sea” per la colonna sonora della serie tv di Sky “The Young Pope” con protagonisti Jude Law e Diane Keaton. Al momento il suo pezzo “La luce nel cuore” conta oltre 13 milioni di streaming su Spotify. L’artista, classe ’84, ha già scaldato con il suo romanticismo lirico le platee di Inghilterra, Islanda, Giappone, Belgio, Germania e Svizzera.
Nasce a Napoli “Marea” performance Art nella Chiesa del Gesù Nuovo.
Nella chiesa barocca a croce greca del Gesù Nuovo e sotto gli occhi dei soggetti dipinti mirabilmente dal Solimenaper ”La Cacciata di Eliodoro dal Tempio” (1725) che troviamo sulla controfacciata, il “David e Geremia” (1643-1654) scolpiti da Cosimo Fanzago e le opere di tanti altri come Luca Giordano, Jusepe de Ribera e Giovanni Lanfranco, ma soprattutto Alla presenza di oltre 1.000 persone intervenute, Alessandra Sorrentino ha voluto quasi dipingere, attraverso i suoi movimenti, evocativi paesaggi, accompagnata non solo il pianoforte ed una chitarra acustica ma anche effetti sonori elettronici, studiati appositamente per l’artista, che hanno reso le note di brani come Marea e Tempesta ancora più brillanti ed onomatopeiche, quasi simili all’acqua ed al vento.
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VIDEO DANZA
“SCUGNIZZO LIBERATO”
Analisi sociologica del ruolo della donna nella società contemporanea, una proposta di riappropriazione degli spazi sottratti alla collettività. SCUGNIZZO LIBERATO é un’opera di video Art, una storie-coroegrafica girata in un ex carcere minorile, un’evasione di 4 minuti nel torpore di un luogo dimenticato.
Alessandra Sorrentino
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